La Cité Libreriacafè – Firenze

Chi siamo

La Citè LibreriaCafè

Libri, musica, vino e caffè.

Tutti i giorni concerti jazz, swing, soul,

world music, teatro circo, cabaret, seminari,

incontri, mostre, presentazioni di libri.

                                                                                       

                                                                                               Aperta tutti i giorni

Lun – Giov dalle 7 .30 alle 01.00; Ven dalle 7.30 alle 02;

Sab dalle 10 alle 02; Dom dalle 15 alle 01

La mattina Colazioni e Sala Prove Mamma Roma

Aperitivi Tapas Y Topas su richiesta

Borgo San Frediano 20rosso, Firenze

 

La cultura è un valore diffuso, viaggia nell’aria come il suono delle voci, delle note, dei pensieri: non genera rumore, non genera degrado, genera pensiero critico, sviluppo delle società.Luoghi chiusi impoveriti e svuotati, strade deserte di notte schiacciate sotto il caos dei motori di giorno, teste piegate e vuote nell’oblio degli schermi. Vogliamo dire basta. Difendiamo il diritto di lavorare negli ambiti culturali, di creare arte, socialità, vivibilità in una città che DEVE ESSERE CONTEMPORANEA. Un problema comune, una voce comune.Per riaprire La Cité servono 3 cose: un buon avvocato, migliorie strutturali e molta energia positiva contro una piccola mentalità bigotta. La Citè ha bisogno del contributo di tutti!

http://www.youtube.com/watch?v=svWychMJmv8

 Da La Cité a La Città! 

 

La Citè è stata messa sotto sequestro

per distrurbo della quiete pubblica.

Ci scusiamo per il disagio arrecato dai concerti,

dalle esposizioni, dalle presentazioni,

dai momenti di aggregazione

e di cultura che abbiamo organizzato in questi anni.

Buonanotte Firenze..

 

La Citè LibreriaCafè

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LA CITE’ LIBRERIACAFE’

LIBRI MUSICA VINO CAFFE’

“Stiamo stretti a Firenze, apriamo La Citè!”
è stata questa la prima spinta a creare una piccola isola culturale, la città nella città, uno spazio ridotto ma polivalente che rispondesse alle nostre esigenze eclettiche e di interazione con il mondo vicino e lontano.

La Citè dal giugno ’07 si affaccia in Borgo San Frediano
Spem, la cooperativa che la gestisce è stata fondata nel 2006 da 6 soci/e:  Alberto Becucci, Andrea Tacconi, Natalia Bavar, Sara Cassai, Elvira Ballocco, Federico Tomasello.  Alcuni di loro ancora la gestiscono insieme ad una varietà di altri collaboratori: Millaray San Martin, Claudia Querci, Roman Asmeron e Giulio Pedani.

Tutta la programmazione culturale e l’amministrazione della società sono frutto di un lavoro a rete che cerca di migliorarsi di anno in anno, nel cambiamento.

Dopo aver costruito a mano e riciclando questo posto, La Citè è ora sempre più un progetto che vuol essere anche nomade, valicare il proprio perimetro, mescolarsi e conoscere.

In una città in cui uscire di casa significa spesso traffico frenetico e vetrine questo piccolo approdo temporaneo esiste come spazio di socialità e contaminazione dei saperi. Antitesi della libreria-supermarket in cui entrare-selezionare-uscire la LibreriaCafè si propone come luogo di ricerca e dibattito, così come di semplice lettura e siesta.
Uso gratuito di tecnologie informatiche, zona bar, musica, presentazioni di libri cd e video, conferenze e seminari, reading, arti sceniche e proiezioni, un’offerta libraria selezionata e di qualità. … Libreria quindi, ma anche luogo di socializzazione, di riappropriazione del tempo, di progettazione ed espressione culturale per attività associative autogestite.
Una base per l’incrocio di progettualità che si esprimono e si confrontano, dove possano emergere esperienze che abitano oltre, che traboccano e sorpassano i confini visibili e invisibili di una città nuova.

 

Alcune note storiche sui caffè..!

“Noi ci sentiamo allegramente a casa (…) in catacombe imbellettate e in caffè chiaroscuri, in locali notturni sottocutanei (…), in caffè concerto sindacali”
[G. Moore, 1916]

Prima ancora di trasformarsi in circolo letterario, (…) è il caffè in quanto locale e ritrovo pubblico ad essere il vero domicilio fitto di gente (…)

“La nostra patria erano i caffè.
I caffè a quel tempo avevano ancora una funzione che poi è andata perduta.
Erano agenzie di cambio dei pensieri e dei progetti, dello scambio intellettuale (..)”.
[Max Krell]

da La Berlino dell’Espressionismo, Editori Riuniti, 2001